FUJIFILM X-H1 - RECENSIONE

Parafrasando il vecchio spot MAXIBON...


"Two is mei che uan!"


Tanto è vero che la X-H1 nasce come prodotto sia per fotografi professionisti che per videomaker.

Se per l'ambito della fotografia professionale con le uscite degli ultimi anni Fujifilm si è conquistata importanti fette di mercato, per quello che riguarda il contesto video il margine di miglioramento era ancora generoso.

Lo sviluppo alla fine non si è fatto attendere poi troppo e ha avuto la sua espressione in questa X-H1. Infatti questa macchina consolida il suo utilizzo tra i professionisti, ma vuole conquistare l'ambito video in modo decisivo.

L'evoluzione è un processo che a volte implica il mutamento.

Come un serpente la X-T2 ha cambiato la sua pelle e si è trasformata in X-H1.

Non è chiaro al momento se ci troviamo difronte ad una nuova stirpe, uno spin-off della serie X-T, oppure alla trasformazione vera e propria.

Al di là di questa considerazione è evidente che la X-H1 intraprende una nuova direzione per la serie X.  

Al momento la X-T2 è uno dei traguardi migliori che la casa orientale ha segnato negli ultimi anni.

Forte dell'intensivo processo di sviluppo, la linea mirrorless, giro dopo giro, ha raggiunto la reputazione che gli spetta.

Nata nella terra di mezzo ha saputo sedurre entrambe le fazioni...il consumer e il professionale.

E' considerata da molti un mezzo trasversale, valido in qualunque ambito.

Da questo successo consolidato è nato il germoglio della X-H1. 

Come per alcuni dei precedenti lanci ho avuto il piacere di poter testare in anteprima il prototipo della macchina. 

Premetto che ciò che troverete scritto è frutto di opinioni personali e totalmente soggettive che vanno al di là del fatto che io collabori con Fujifilm Italia. Investo il mio tempo per queste recensioni per puro piacere personale e soprattutto perché questo mi offre l'opportunità di mettermi in discussione di continuo. Detto questo buona lettura...😎

Le nuove specifiche introdotte sono molte, precisamente X-H1 porta con se 19 migliorie operative che vedremo man mano descritte in questa recensione di prodotto.

Un detto dice:


"...squadra che vince non si cambia!"


Infatti di cambiamenti all'interno della X-H1 ce ne sono diversi ma il cuore è lo stesso della X-T2.

Sensore e processore sono stati letteralmente travasati in questa nuova macchina, ma facciamo un passo alla volta....

Vedremo prima un pò di aspetti tecnici (che non amo molto ma essendo una nuova uscita è doveroso soffermarsi un istante).

Partiamo quindi dal contenitore...

"CASE" 

So per esperienza personale che Fujifilm tiene molto in considerazione l'opinione dei professionisti e tante delle migliorie che sono state approntate in questi anni sono dovute ai suggerimenti di molti professionisti in fase progettuale e di beta testing.

Usabilità e versatilità sono state le parole chiave per questa nuova X-H1 ed il suo concetto operativo è stato ottimizzato rispetto agli altri modelli della serie X.

Per quanto riguarda l'aspetto esteriore il concetto di base deriva da un traguardo raggiunto nel medio formato con GFX 50S. Per ragioni di spazio, pesi e dissipamento calore, la custodia della GFX ha caratteristiche molto particolari che hanno costretto gli ingegneri a pensare diversamente rispetto ai canoni nati per la serie X.

Il "case" della H1, però, ha subito un processo di asciugatura e ridimensionamento rispetto alla GFX 50S (vedi mia recensione) nonostante le assomigli molto. Diciamo che si è trovato un compromesso che si avvicina maggiormente agli utilizzatori di reflex, abituati ad un'ergonomia più presente.

Se da una parte le dimensioni, i pesi e l'ergonomia della serie X sono il plus, in molti casi e per molti professionisti dover tenere in mano attrezzatura molto piccola è un limite.

Sulla X-H1 dovendo inserire inoltre il sistema IBIS - "Integrated Image Stabilization" (che vedremo in seguito) sul sensore, gli ingegneri hanno dovuto per necessità aumentare le dimensioni dell'involucro. Conseguenza di peso e dimensioni è stato rivedere parte dell'ergonomia per rendere la macchina più stabile nell'impugnatura.

La soluzione ha dato come risultato un corpo più robusto e ben saldo tra le mani.

Solida e ben costruita, la X-H1, ha infatti lo chassis (in lega di magnesio) il 25% ca. più spesso della X-T2 con un aumento di peso a parità di condizioni di 166g (direi assolutamente accettabile...).

La tropicalizzazione garantita da 80 punti di chiusura ed il rivestimento esterno particolarmente resistente ai graffi, ne garantiscono la funzionalità anche in condizioni di acqua scrosciante, polvere e temperature fino a -10°C.


Osservandola nei particolari...

Una delle prime cose che si nota (per i feticisti del mezzo) è che sigla della macchina è passata da frontale Dx a posteriore Sx, poco sopra al LCD principale sul retro.

Passandola tra le mani sembra di avere una GFX in formato ridotto, soprattutto per la presenza del display LCD secondario presente nella parte superiore del corpo macchina identico alla medio formato della casa nipponica.

Fornisce le informazioni di impostazione della ripresa, velocità dell'otturatore, l'impostazione ISO, bilanciamento del bianco, la compensazione dell'esposizione, simulazione pellicola utilizzata, residuo batteria, ect...davvero utile per leggere tutte le informazioni prima di mettere l'occhio nel mirino. Inoltre in condizioni di scarsa illuminazione ambientale è attivabile l'illuminazione di servizio tramite piccolo pulsante a fianco dello stesso display.

Il monitor posteriore è un LCD da 7,6cm (3 pollici a 1,04 milioni di pixel) basculante in tre direzioni esattamente come per la sorella X-T2, ma è stata aggiunta l'opzione touch-screen. 

Si possono sfogliare le immagini, zoom in/out, regolare i punti di messa a fuoco, cambiare messa a fuoco, ect., caratteristiche pratiche durante le riprese su un treppiede. 

Segue per Fujifilm la filosofia del mirino centrale che accontenta di fatto tutti coloro che non vogliono abbandonare la linea estetica da DSLR (che sicuramente ha una storia di lunga data), che in questo caso è stato traslato di qualche centimetro indietro per agevolare la posizione del naso durante lo scatto.

Il mirino elettronico è un OLED che ha una risoluzione di 3,69Mp e un ingrandimento 0,75X poco più piccolo della T2 (0,77X per 2,36Mp) ma con una maggiore risoluzione.

Una delle cose che Fujifilm ha migliorato con l'X-H1 è il già brillante EVF della X-T2 passato da 500cb/m^2 a 800cd/m^2 che si traduce in una maggiore luminosità del mirino elettronico soprattutto in condizioni di forte illuminazione esterna. Il nuovo mirino elettronico ha una frequenza di aggiornamento di 60 fps in modalità normale e di 100fps in modalità boost. Non c'è quasi alcun ritardo. Inoltre la velocità di passaggio della visualizzazione dall’EVF a LCD e passata da 0,4 sec a 0,22 sec, in senso inverso addirittura 0,15 sec. Opzione interessante è l’aggiunta ai setting di luminosità dell’EVF e dell’LCD della regolazione puntuale del colore assolutamente utile per una personalizzazione della macchina in relazione alla propria visione stilistica...chiaramente questa modifica non ha nulla a che fare con il risultato finale dell’immagine ma è un bel modo di assecondare i propri gusti visivi.

Questa miglioria sembra fine a se stessa ma è coerente con il concetto alla base del mirino elettronico che permette di mostrare l’immagine finita ancor prima di essere prodotta...una sorta di predizione visuale.

Offre prestazioni leader nel segmento delle fotocamere mirrorless. Il tempo di risposta ultra veloce è di soli 0,005 secondi con un frame-rate di 100 fps, i movimenti visti nel mirino sono estremamente fluidi. Anche con soggetti dinamici, il fotografo può determinare con estrema precisione tutti i particolari e comporre l'immagine esattamente secondo le proprie esigenze. 

Posizione e funzionamento del View mode e regolazione diotrie non sono variati.

E' scomparsa la ghiera superiore dedicata alla compensazione di esposizione, che è stata sostituita da un pulsante che permette, una volta premuto, di cambiare i valori di compensazione usando la ghiera posteriore.

E' stata mantenuta la funzione "T" sulla ghiera dei tempi che permette di variare i tempi di esposizione per mezzo della ghiera di comando frontale.

Il tasto di blocco sopra le ghiere tempi/ISO non è cambiato, ma i pulsanti sono stati arrotondati, rendendoli più confortevoli al tatto.

La funzione di multi-esposizione presente nella sotto ghiera ISO è stata sostituita dal comando CM (di fatto una via di mezzo del numero di scatti possibili tra CL e CH).  

Il posizionamento del joystick è più alto (maggiormente fruibile dal pollice) rispetto alla X-T2 perché il tasto "Q" (Quick Menù) è stato posizionato sulla gobba posteriore Dx della macchina sopra al Led per la segnalazione del buffering durante la scrittura delle informazioni sulla scheda SD, il resto dei tasti sulla Dx del monitor (croce menù e disp. back) posteriore hanno posizione e funzionamento invariato.

I tasti AE-L e AF-ON (prima AF-L) ora sono contigui sulla Dx del mirino; successivamente si trova la ghiera posteriore dei comandi.

Per chi si sti chiedendo come mai è stato concepito il tasto AF-ON, la risposta va cercata nel tasto di scatto che funziona in modo differente dal passato nel senso che come opzione da menù si può svincolare la messa a fuoco dallo scatto.

Quindi si può mettere a fuoco con il pollice e scattare con l’indice senza passare per la mezza corsa del tasto di scatto prima di catturare l’immagine.

Ghiera e sotto ghiera tempi invariata.  

Si è perso il tasto Fn superiore al corpo macchina...poco male!

Infine tasto Cestino e Play sono nella medesima posizione ma di ergonomia diversa.

E' stata eliminata (mio malgrado) la filettatura (vintage) sul pulsante di scatto per flessibile meccanico remoto. Chiaramente è possibile scattare in remoto attraverso il modulo Wi-Fi (con l'App proprietaria) oppure con il comando dedicato. In alternativa in Tethering con in computer per mezzo della porta USB 3.0 (utilizzando un software chiamato Tether Plug-in Pro, proprietario di Fujifilm che lavora in ambiente Photoshop/Lightroom).

Altra funzione aggiunta in questa sezione è il collegamento via Bluetooth.

Ormai uno standard la presenza del doppio Slot per schede SD sulla Dx della fotocamera.

Sulla Sx invece ritroviamo tutti gli accessi IN/OUT per audio/video.

Il jack per il monitor audio si trova solo nel battery grip a fianco dell’ingresso dell’alimentazione. 

ON/OFF a corona del pulsante di scatto. 

In sostanza tutto è stato pensato per rendere più accessibili le funzioni principali con l'aiuto di tasti poco più grandi e arrotondati.

Frontalmente a parte l'impugnatura più pronunciata, la X-H1 è praticamente identica alla X-T2.  

Prima di passare oltre vediamo qualche immagine prodotta con la X-H1. 


Le immagini che trovate a corredo di quest'articolo sono state scattate in JPEG con un prototipo pre-produzione della X-H1 e successivamente lavorate in Adobe Lightroom.

UNDER THE SKIN

  • IBIS

Come detto in precedenza X-H1 è equipaggiata con in sensore APS-C da 24,3 megapixel X-Trans CMOS Sensor III senza filtro passa-basso in accoppiata con il potente X-Processor Pro. La stessa combinazione già in uso nei modelli professionali della serie X premiati a livello internazionale come X-Pro2, X-T2 e X100F.

La stabilizzazione integrata dell'immagine (IBIS) applicata sul sensore X-Trans di terza generazione è sicuramente la caratteristica più significativa presente su questa X-H1.

Questo sistema di stabilizzazione dell'immagine viene utilizzato per la prima volta in una macchina fotografica della serie X, ed è costituita da tre sensori ad accelerazione assiale, tre giroscopi assiali e un doppio processore molto potente che esegue circa 10.000 calcoli al secondo in base ai dati misurati.

In combinazione con il meccanismo di compensazione grazie alla presenza di quattro ammortizzatori a sostegno di tutto il meccanismo di shutter, si ottiene una stabilizzazione dell'immagine particolarmente efficace e precisa con una qualità dell'immagine finale senza compromessi.

La stabilizzazione dell'immagine a 5 assi è possibile con tutti gli obiettivi XF e XC (anche non stabilizzati).

Da caratteristiche tecniche (non verificate da me personalmente) per obiettivi senza stabilizzazione interna, sembra sia possibile ottenere una stabilizzazione fino a 5,5 EV. Per quelli in cui è presente il sistema OIS sarà possibile superare i 5 EV con alcune eccezioni (XF10-24, 18-55 e 55-200). 

Queste prestazioni sono rese possibile grazie all'uso di tecnologie di produzione all'avanguardia. Infatti, i singoli componenti dell'unità di stabilizzazione del sensore vengono posizionati utilizzando una misurazione laser, che supera del doppio la precisione dei processi di produzione convenzionali. L'ispezione per il controllo qualità e la regolazione di ogni singola fotocamera assicura che il sensore sia perfettamente allineato parallelamente al piano focale dell'immagine.

Inoltre, ha una modalità di riduzione dello sfarfallio della luce artificiale, che garantisce risultati di esposizione affidabili anche in condizioni di illuminazione difficili, migliorando in modo significativo, ad esempio, la qualità della fotografia sportiva indoor.

Nota:

La fotocamera oltre alla completa compatibilità con tutte le lenti XF e XC, si sposa perfettamente con le nuove (vedi il lens road maps di seguito) lenti professionale FUJINON Cine MKX18-55mmT2.9 e MKX50-135mm T2.9 a baionetta per la serie X, entrambi le quali sono state annunciate nel corso del 2018. Inoltre saranno disponibili entro la fine dell'anno due nuove ottiche per la serie X, ovvero il teleobiettivo fisso ad alta velocità XF200mmF2 R LM OIS WR e l'obiettivo Zoom Ultra Grandangolare XF8-16mmF 2.8 R WR.

Il primo è un teleobiettivo fisso con una lunghezza focale equivalente a 305mm nel formato 35mm, nel quale spicca l'apertura massima di F2.0. Nasce con il chiaro intento di venire incontro a chi è chiamato a fotografare situazioni sportive, natura o fauna selvatica; è compatibile con entrambi i moltiplicatori FUJINON Teleconverter XF1.4X TC WR e FUJINON Teleconverter XF2.0X TC WR.

Il secondo invece è un obiettivo zoom ultra grandangolare con una lunghezza focale equivalente a 12-24mm nel formato 35mm e un’apertura massima di F2.8. Ideale per la foto di paesaggio che ben si presta anche a riprese notturne e all'architettura.

L'altra importante implementazione riguarda le specifiche per il video recording.

  • VIDEO

Con il massiccio consumo del mezzo video nella vita quotidiana, la L'X-H1 si colloca perfettamente nell'ambito delle produzioni multimediali essendo uno strumento assolutamente trasversale.

Con l'implementazione della parte video, Fujifilm completa l'offerta per la produzione di contenuti visivi.

Le sue specifiche video oggi la rendono ideale anche per le riprese video professionali ad alti livelli.

I video possono essere registrati potendo scegliere il bit-rate più adatto alle esigenze di produzione. Si può optare tra 50, 100 fino ad un massimo di 200 Mbps.
La fotocamera offre la registrazione nel formato 4K, Full HD, HD.

  • 4K Cinema (4096x2160) 24/23,98p - 50/100/200Mbps fino a 15 min. ca.
  • 4K (3840x2160) 29.97/25/24/23.98p - 50/100/200Mbps fino a 15 min. ca.
  • Full HD Cinema (2048x1080) 59.94/50/29.97/25/24/23.98p - 50/100Mbps fino a 20 min.
  • Full HD (1920x1080) 59.94/50/29.97/25/24/23.98p - 50/100Mbps fino a 20 min. ca.
  • Full HD (1920x1080) High Speed Recording (2x, 4x, 5x) 120/100p - 200Mbps fino a 6 min.
  • HD (1280x720) 59.94/50/29.97/25/24/23.98p - 50Mbps fino a 29 min. ca

Altre specifiche sono:

  • F-Log registrabile all'interno della scheda SD
  • Gamma dinamica fino al 400% (circa 12 f-stop)
  • Face Detection disponibile anche per il video 4K
  • Microfono di alta qualità (24 bit/48 kHz)

È la prima fotocamera della serie X ad offrire la nuova simulazione film ETERNA dedicata espressamente per il video, ideale per una post-produzione avanzata. 

Il tutto viene gestito attraverso un menù dedicato "FILM" che è stato ampliato per l'occasione. 

Questo significa che è possibile configurare la fotocamera in modo indipendente ed esclusivo sia per la parte fotografica che per quella video.

Di seguito elenco solamente le voci di tendina di primo livello delle 4 pagine di menù VIDEO che a loro volta si sviluppano a piramide per ogni singola opzione.

  • MOD. FILMATO
  • REG. ALTA VELOCITA'
  • SIMULAZIONE PELLICOLA (FILM)
  • GAMMA DINAMICA (FILM)
  • BILANCIAMENTO DEL BIANCO (FILM)
  • TONO EVIDENZ. (FILM)
  • TONO OMBRA (FILM)
  • COLORE (FILM)
  • NITIDEZZA (FILM)
  • RIDUZIONE RUMORE (FILM)
  • REGISTRAZIONE F-LOG
  • CORREZIONE LUCE PERIFERICA (FILM)
  • AREA MESSA  FUOCO (FILM)
  • MODALITA' AF (FILM)
  • IMPOSTAZIONI PERSONALIZZATE AF-C (FILM)
  • PRE-AF (FILM)
  • IMP. RIC. VOLTO/OCCHI (FILM)
  • ASSISTENZA MF (FILM)
  • CONT. MESSA FUOCO (FILM)
  • DISPLAY INFO USCITA HDMI
  • USCITA FILMATO 4K
  • USCITA FILM FULL HD
  • QUALITA' STAND BY 4K HDMI
  • CONTROLLO REC HDMI
  • IMPOSTAZIONI AUDIO
  • IMPOSTAZIONI CODICE ORARIO
  • LAMPADA DI SEGNALAZIONE REC
  • CONTROLLO SILENZIAMENTO FILM

Di seguito ho inserito un clip assolutamente senza pretese giusto per mostrare una registrazione a 120p ripresa a mano senza supporto di stabilizzazione esterna ma utilizzando quella della X-H1.

Tengo a precisare che non sono un operatore video e normalmente non faccio video. Quindi, se questo è il vostro interesse principale, purtroppo questa non è una recensione adatta a quello scopo.

Tra qualche giorno pubblicherò un prodotto video realizzato ad hoc da chi lo fa per mestiere per vedere in azione "video" la X-H1.


  • AF (Miglioramento algoritmo)

L'autofocus della X-H1 anch'esso ibrido, ereditato dalla X-T2, presenta un algoritmo migliorato che aumenta notevolmente la precisione e la velocità di messa a fuoco in condizioni di scarsa illuminazione. Anche la sensibilità della rilevazione di fase AF è stata migliorata di circa 1,5 f-stop (-1,0 LW), in modo che esso può essere utilizzato anche con lenti con apertura fino a F11.

I nuovi algoritmi permettono un migliore utilizzo della potenza di elaborazione che si traduce in AF predittiva notevolmente migliorata.

La tecnologia di gestione del processo di messa a fuoco è davvero un gioiello di micro ingegneria.

Si è passato a dividere ogni singolo punto delegato alla messa a fuoco in 5 parti.

Con un incremento di informazioni pari a 12X rispetto alla precedente tecnologia e di conseguenza maggior rapidità nella messa a fuoco.

L'autofocus di questa fotocamera è decisamente incredibile.

In questo modo anche strutture di superficie molto dettagliata, con una texture estremamente omogenea, oggetti cioè a basso contrasto, quali piume di uccello e pelo di animali, precedentemente non ottimali per determinare il fuoco attraverso il sistema a rilevazione di fase AF, possono ora essere catturati in modo rapido e preciso.

Inoltre, le prestazioni del continuo AF (autofocus) durante lo zoom è stata notevolmente migliorata, il che è vantaggioso nelle situazioni in cui il soggetto principale si muove imprevedibilmente (es. fotografia di sport, natura).

Sempre presente, quando si effettua la messa a fuoco tracking in modalità AF-C, la possibilità di scegliere impostazioni personalizzate per “Sensibilità Tracking”, “Sensibilità velocità Tracking” e “Commutazione Area di Messa a Fuoco”.

A seguire qualche dettaglio in più su questi parametri:

  • Monitoraggio sensibilità: stabilisce il grado di sensibilità della fotocamera è quello di monitoraggio e di blocco al soggetto in movimento
  • Velocità sensibilità di tracciamento: sensibilità di accelerazione e decelerazione di soggetti in movimento costante
  • Commutazione area AF: permette al sistema di seguire o ignorare soggetti che si presentano nella cornice dell’area di messa a fuoco.

Il sistema viene corredato con 5 preset per scopi diversi, e un profilo personalizzabile, dove è possibile effettuare le proprie regolazioni per i tre parametri presenti.

  • Sensibilità

Incredibile gamma dinamica con ISO nativa da ISO200-12800

Extended output Sensitivity ISO 100, ISO 25600 and ISO 51200

  • Compensazione

La compensazione dell'esposizione per la parte fotografica ha un range tra - 5,0 EV e i + 5,0 EV, ad intervalli di terzi di stop.

Per quella video invece è tra - 2.0 EV e i + 2.0 EV ad intervalli di terzi di stop.

  • Otturatore

L'implementazione apportata al sensore per quello che riguarda il sistema IBIS, arriva in concomitanza con un altro progresso che gestisce il tempo di esposizione del sensore alla luce.

L'otturatore è forse uno dei sistemi più complessi del corpo macchina, anche perché è rimasto l'unico a possedere un anima analogica in movimento.

Le modalità di gestione dell'otturatore (che naturalmente è a tendina nella X-H1) diventano molteplici.

Di seguito per chiarezza una piccola tabella riassuntiva.

  • Otturatore meccanico: (Mode P) 4s a 1/8000s, (Mode A) 30s a 1/8000s, 15 min a 1/8000s, Bulb (60 min max.)
  • Otturatore elettronico: (Mode P) 4s a 1/32000s, (Mode A) 30s a 1/32000 s, (Mode S/M) 15 min a 1/32000s, Bulb (1 sec. fest.)
  • Prima tendina a comando elettronico: (Mode P) 4s a 1/8000 s, (Mode A) 30s a 1/8000s, (Mode S/M) 15 min a 1/8000s, Bulb (60 min max.)
  • Otturatore meccanico + elettronico: (Mode P) 4s a 1/32000s, (Mode A) 30s a 1/32000s, (Mode S/M) 15 min a 1/32000s, Bulb (60 min max.)
  • Otturatore meccanico + Prima tendina a comando elettronico: (Mode P) 4s a 1/8000s, (Mode A) 30s a 1/8000s, (Mode S/M) 15 min a 1/8000s, Bulb (60 min max.)
  • Synchro Flash: 1/250 sec. o più lento 
Legenda: P (Program AE), A (Aperture Priority AE), S (Shutter Speed Priority AE), M (Manual Exposure)

Chiaramente nelle opzioni miste, per esempio OM + OE, l'otturatore lavora fino a 1/8000s in modalità meccanica e per il resto elettronicamente.

Nel caso si volesse utilizzare la modalità solo elettronica anche per tempi inferiori al 1/8000s, è sufficiente selezionare la modalità OE a menù.

L'X-H1 è estremamente silenziosa anche in modalità otturatore meccanico, caratteristica ideale per le situazioni in cui è necessaria la massima tranquillità, come ad esempio nella fotografia naturalistica, ai concerti o durante celebrazioni matrimoniali. 

La chiusura si basa su un meccanismo a molla che riduce al minimo le vibrazioni all'interno del corpo macchina. In modalità prima tendina elettronica e l'otturatore completamente elettronico, gli effetti di vibrazione possono essere quasi completamente eliminati.

  • Battery Grip (venduto separatamente)

Essendo aumentate le dimensioni del corpo macchina, vien da se la necessità di ridimensionare anche il battery grip che è stato riprogettato per questa Fujifilm X-H1 anche se le batterie rimangono le stesse: NP-W126S.

La filosofia rimane Identica al VPB-XT2, ad eccezione per l'asportazione dell'impugnatura accessoria necessaria per la T2.

Questo battery grip massimizza le prestazioni della fotocamera. Può contenere fino a 2 batterie aggiuntive (totale 3 con quella interna alla macchina) con una durata complessiva stimata fino a 900 scatti (300ca. per batteria).

La durata per singola batteria potrebbe essere leggermente inferiore rispetto alla X-T2 a causa dei motori lineari e dei sensori  che lavorano in continuazione per tenere il sensore in posizione.

La modalità boost accelera il tempo di scatto continuo per velocità, frame rate, risposta della fotocamera e minimizza il tempo minimo di blackout. 

Il battery grip è anch'esso tropicalizzato per un uso tra i -10° e i +40°.

I controlli includono il pulsante di scatto, selettore di blocco comandi, pulsante AE-L, pulsante AF-ON, ghiera frontale e posteriore, Lock sportello batterie, pulsante Q, tasto compensazione esposizione e il selettore NORMAL/BOOST. Ciò permette alla fotocamera di funzionare molto comodamente anche in posizione verticale. 

Il VPB-XH1 ha un jack per cuffie per il monitoraggio dell’audio durante la registrazione video. 

C'è anche una connessione per l'alimentazione di rete (AC-9VS), con la quale le due batterie possono ricaricare in circa 2 ore (in questa modalità la batteria all'interno della macchina non viene caricata).


 SUL CAMPO

L’incredibile versatilità ereditata dalla X-T2, come abbiamo visto si ripropone in un mezzo più presente e ancor più performante soprattutto per chi come me ci lavora.

Purtroppo essendo fuori dalla stagione di lavoro matrimoniale, non ho potuto spremere  la X-H1 come avrei voluto, ad esempio in un contesto lavorativo estremo, lunghe ore di lavoro con situazioni di luce in continuo cambiamento.

Poco male se i risultati sono coerenti con la T2.

Per misurare la X-H1 invece ho approfittato di un ambito estremamente controllato con la volontà di ridurre al minimo la quantità di luce disponibile e provare il sistema IBIS sul campo.

La cosa che mi incuriosisce è la User Experience del mezzo. Da quello che ho potuto percepire durante le 3/4 ore di set indoor, la leggera differenza di peso si percepisce davvero poco, è sicuramente migliorata la presa ed il bilanciamento soprattutto in presenza di obiettivi come il 56mm f1,2 o tutti teleobiettivi.




Riassunto Specifiche tecniche X-H1

  • 5-axis hand shake con correzione effettiva fino a 5.5 stops
  • Electronic front curtain shutter, electronic shutter
  • 24.3 MP, X-Trans CMOS III sensor
  • X-Processor PRO
  • Chassis in lega di magnesio
  • EVF 0,75X a 3.69 milioni punti, a 100 fps, risposta a 0.005 di secondo
  • LCD 3" a 1.04 milioni punti - touch screen monitor
  • LCD Secondario
  • Film Simulation ETERNA
  • Cinema 4K 24 fps, 4 K 30 fps
  • 120 fps slow motion video in full HD
  • F-log (can be recorded on F-Log directly to SD card at 4K)
  • Video bit rate fino a 200 Mbps
  • Built-in high-performance microphone
  • Implementazione dell'algoritmo AF 
  • ISO 200 – 12800 (ISO100, 25600, 51200 in extension)
  • Doppio Slot Card
  • Wi-fi
  • Dimensioni 139.8 x 97.3 x 85.5 mm
  • Peso 623 g (including battery 673 g)

 

La Fujifilm X-H1 sarà disponibile da marzo 2018 in poi.

Di seguito infine riporto una tabella riassuntiva delle maggiori differenze tra X-T2 e X-H1.

 CONCLUSIONI

In conclusione se devo esprimere un parere,  ci troviamo difronte ad una nuova conferma per un prodotto di alta fascia con performance notevoli in tutti gli ambiti per cui è stata pensata.

Il sistema IBIS per quello che mi riguarda ha necessità di essere metabolizzato ma estremamente utile per compensare con tempi più lenti l’utilizzo estremo degli alti ISO (in presenza di soggetto immobile).

Tutte le altre evoluzioni presenti in questa X-H1 le ho trovate estremamente utili nell’uso continuo e quotidiano. 

A questo punto c’è da chiedersi cosa sta pensando Fujifilm per il futuro... 

Stay tuned! 😎